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Presentazione libro Lidia Dutto

Presso il Centro di Documentazione Valle Stura a Sambuco

Venerdì 10 luglio alle ore 21 presentazione del decimo libro dell'antropologa Lidia Dutto, Di latte e di sangue. Latte materno, neonati a balia, abbandonati ed affiliati nel passato
di un’area alpina ed oltre
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Per le generazioni del passato il latte materno costituiva l’unico alimento in grado di garantire la sopravvivenza di ogni nuovo nato. Essenziale per i piccoli della famiglia, il latte materno poteva parimenti costituire nutrimento per neonati esterni, e il baliatico rappresentava una piccola fonte di introito per le famiglie delle puerpere, nel caso di accudimento dei figli di famiglie benestanti, e una formula di umanità nel caso degli esposti, collocati d’urgenza dagli Ospizi dei Trovatelli. Sacralità del latte materno e solidarietà femminile, il mestiere di balia e le mancate restituzioni, fenomeni che hanno fortemente interessato la vallate di montagna sino al secondo dopoguerra.

Tutte le visite e gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

Sarà come sempre visitabile anche l’esposizione permanente dedicata alla Baìa di Sambuco, integrata dal nuovo documentario realizzato da Espaci Occitan e Unione Montana Valle Stura, per la regia di Silvia Pesce, con riprese d’epoca, filmati dell’edizione del 2024 e interviste ai protagonisti della più sentita e partecipata tradizione locale.
 

Il Centro ospiterà per tutta l’estate "BOGRE. La mostra", tratta dal docu-film di Fredo Valla Bogre la grande eresia europea. La mostra, curata da Fredo Valla ed Elia Lombardo e realizzata da Espaci Occitan, si incentra sulla storia dei catari e bogomili, raccontando le emozioni di coloro che hanno lavorato alla creazione del docu-film (che sarà proiettato a Sambuco mercoledì 12 agosto alle 20.30). Nata con l’intenzione di trasferire al pubblico del film l’esperienza intima e umana che il regista e la sua troupe stavano vivendo, propone immagini, video, racconti inediti e riflessioni raccolte nel lungo viaggio di ricostruzione della storia di Bogomili e Catari, dalla Bulgaria all’Occitania francese. Il viaggio è arricchito dagli oggetti originali creati per il film dagli artisti Michelangelo Tallone, Marco Tallone e Valentina Salvatico.